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Apple HomeKit: perché il 2022 è un anno decisivo per questa piattaforma

Apple è sempre andata al proprio ritmo, nel bene e nel male. Con alcuni prodotti, come Mac, iPod e iPhone, le sue strategie audaci hanno portato a risultati impensabili sono qualche anno prima. La situazione, nell’ambito dei dispositivi smart home, è però un po’ più complessa per il colosso di Cupertino.

Mentre Amazon, Google e persino Facebook hanno gareggiato per acquisire sviluppatori promettenti ed espandere le loro offerte hardware per battere la concorrenza, Apple ha continuato a produrre computer, telefoni e tablet e, naturalmente, a gestire l’App Store e una suite di piattaforme multimediali e di streaming. La sua incursione nel settore delle cuffie, dopo aver acquistato Beats nel 2014, rappresenta uno dei pochi investimenti in una categoria hardware davvero nuova per l’azienda.

HomeKit 2

Apple HomeKit e la concorrenza: una piattaforma in affanno

Ma mentre la fedeltà di Apple a Mac e iPhone si è dimostrata prudente e il suo approccio al software redditizio, la strategia dell’azienda nel contesto della domotica ha avuto un successo decisamente meno evidente. Apple ha comunque concentrato le sue risorse sull’apprezzabile HomeKit, una piattaforma fluida, affidabile e stabile. Il risultato è che, almeno al momento, la piattaforma smart home sembra essere un po’ in affanno rispetto ai competitor. Non solo: la dipendenza dell’azienda da sviluppatori di terze parti per fornire l’hardware necessario per sfruttare HomeKit (e ancora di più, HomeKit Secure Video) significa che Apple non è comunque pienamente indipendente in questo settore.

Nel 2022, Amazon e Google esercitano un controllo del mercato quasi inattaccabile nella categoria degli altoparlanti intelligenti, un’area che Apple ha praticamente ceduto ai suoi concorrenti lasciando Siri a languire per anni dopo il suo debutto. In tal senso, l’azienda ha colpevolmente mancato anche l’opportunità di lanciare un altoparlante intelligente in tempo per contrastare la concorrenza a tempo debito. Va, infatti, precisa che HomePod è arrivato ad un lancio mondiale sono nel 2021.

In questo ambito, anche il suo vantaggio software sta svanendo, ora che il nuovo standard universale per la casa intelligente Matter sta standardizzando molte delle migliori funzionalità di HomeKit in tutto il settore. Apple ha due opzioni:

  1. sperare nell’appeal del suo marchio per riconquistare clienti da Amazon e Google dopo aver trascorso anni a utilizzare prodotti basati su Alexa e Google;
  2. oppure usare il 2022 e il 2023 per fare svoltare e offrire qualcosa di rivoluzionario.

Qual è il problema di Apple?

Il mercato smart home offre una serie sconfinata di accessori ed elettrodomestici più o meno utili. Troppi produttori però hanno ignorato il fattore consumi. Può sembrare riduttivo, ma l’utilizzo del Wi-Fi per collegare i gadget alimentati è un fattore determinante in tal senso.

Questa situazione ha dato origine a Bluetooth Low Energy, Z-Wave, Zigbee e una serie di protocolli di comunicazione proprietari per mantenere i dispositivi connessi con condizioni favorevoli a livello di alimentazione. Quando si ha a che fare con molti dispositivi e diversi produttori però, l’integrazione non è semplice.

Amazon e Google hanno adottato un approccio aperto: aprire le API dei loro assistenti vocali e consentire agli sviluppatori di connettere i loro dispositivi ad Alexa e a Google Assistant. Il risultato è stato intermedio: potresti trovare svariate migliaia di dispositivi che funzionano con Amazon Echoes e Nest Minis. Buona parte di questi però, risultano di dubbia qualità e affidabilità.

Apple, come sempre, ha voluto garantire un’esperienza utente migliore ai propri clienti. Per questo motivo ha utilizzato solo il protocollo accessori HomeKit per l’integrazione. All’inizio l’azienda richiedeva anche agli sviluppatori di installare un chip proprietario nei loro dispositivi per funzionare con Siri e HomeKit, una barriera che ha impedito a molti potenziali partner di essere coinvolti.

rete Wi-Fi più sicura

Il giardino chiuso di Apple

La visione di Apple per la casa intelligente è quella di una sorta di “giardino chiuso”, in cui i suoi dispositivi sono racchiusi in un unico ecosistema in cui funzionano in modo prevedibile e affidabile. Quel giardino è rimasto abbastanza piccolo, con solo una o due opzioni di prodotto per ciascuna delle principali categorie di prodotti smart home, ma le loro prestazioni sono state innegabilmente eccellenti.

Ma nonostante tutti i punti di forza di HomeKit, Apple non ha mai acceso realmente l’entusiasmo dei consumatori. Il suo HomePod originale è stato venduto a malapena dopo un lancio poco convinto e la stessa azienda non ha lanciato un altoparlante intelligente accessibile alla massa fino all’HomePod Mini nel 2020. Va ricordato poi anche che Apple non ha ancora lanciato uno smart display equivalente a Echo Show di Amazon e Nest Hub di Google.

Cosa ancora più grave, i tempi per entrare nel settore si stanno riducendo drasticamente. Se i protocolli di comunicazione e gli standard di sicurezza hanno reso HomeKit così speciale al momento del lancio, con l’apparizione del mercato di Zigbee (uno dei migliori protocolli di comunicazione sul mercato) e il prossimo lancio di Matter, anche questo aspetto dei prodotti Apple si andrà totalmente a perdere.

Amazon, Google e Apple

L’imminente lancio di Matter non è l’unico orologio che ticchetta alle spalle di Apple. Sebbene il suo ecosistema sia stato a lungo il punto di forza del colosso di Cupertino, i concorrenti stanno iniziando ad offrire sforzi molto più interessanti alla propria utenza.

Un esempio? Il sistema di sicurezza Ring Alarm Pro di Amazon, che integra un router Eero WiFi 6 con un sistema di sicurezza domestica fai-da-te, sistema backup Internet alimentato da rete cellulare in caso di interruzioni di corrente e/o banda larga, archiviazione locale e crittografia end-to-end per citofono con video e tanto altro. Naturalmente, un prodotto solido di un concorrente non significa la rovina per una delle più grandi aziende del mondo. I clienti di Apple, dopo tutto, sono tra i più fedeli dell’intero settore tecnologico. Ciò non significa che gli stessi siano comunque totalmente ciechi.

Se il tuo MacBook smette di funzionare e hai un iPhone e un iPad, considerare un Chromebook è difficile, semplicemente perché tutte le tue facili integrazioni diventeranno molto più complicate. Ciò non significa che l’azienda possa comunque tirare troppo la corda. Se l’unico hardware per la casa intelligente di Apple è HomePod Mini (e forse Apple TV) i clienti non troveranno affatto difficile prendere in considerazione i router Nest Mesh o Eero. Dunque passare a soluzioni proposte da Google o Amazon non diventa più un’eresia, anche per i fan più affezionati.

Per dirla in maniera chiara, la latitanza di Apple in questo settore rende la ricerca di alternative troppo facile per i suoi utenti.

Ciò non significa che il marchio sia tagliato fuori dal settore, anzi. Se gli sviluppatori troveranno soluzioni competitive, Apple potrebbe facilmente riconquistare i suoi clienti ma, a livello attuale, non vi sono particolari segnali a riguardo.

Cosa farà Apple in futuro?

Cinque anni dopo che Apple ha lanciato iPhone nel 2007, il 39% degli americani possedeva uno smartphone. Nel 2021, questa percentuale era più che raddoppiata, arrivando all’85%.

Cinque anni dopo il debutto di Alexa su Amazon Echo, circa il 25% degli americani possedeva un altoparlante intelligente. Siamo nei primi anni della seconda fase dell’era smart home a comando vocale in questo momento.

Apple non potrà fare affidamento su HomeKit per inserirsi in maniera decisa nel settore, seguendo il trend di crescita. Se non troverà il modo per saltare sul treno, si troverà presto appiedata per sempre.

La domanda, quindi, non è se Apple continuerà a essere un’azienda tecnologica di successo, visto che si tratta di uno dei brand più apprezzati al mondo. Il dubbio che resta è se sarà una forza dominante nella prossima generazione di assistenti vocali nella casa intelligente o se opterà per concentrarsi su altri settori, attualmente a lei più congeniali e familiari. Il 2022 è un bivio importante sotto questo punto di vista.

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Le possibili mosse di Apple per invertire la rotta

Per invertire la tendenza, Apple dovrebbe agire in maniera decisa. Qualche esempio?  Potrebbe ampliare i suoi strumenti di sviluppo, concentrandosi in particolare su come rendere più solido il controllo della casa intelligente tramite iPad. Al momento Apple non ha alcun dispositivo che si collochi nella nicchia dei display intelligenti: si tratta di prodotti che sono capaci di unire efficacemente la riproduzione musicale, la chat video e il controllo della casa intelligente. Detto questo, l’iPad potrebbe svolgere alcune di queste funzioni integrandosi in modo più efficace con HomePod Mini, magari aggiungendo all’interfaccia controlli specifici per la smart home.

Mentre l’interfaccia della casa intelligente dell’iPad vedrà probabilmente miglioramenti quest’anno, ciò che è meno probabile è che Apple rilasci hardware veramente nuovo. Detto questo, una piattaforma come HomeKit Secure Video ha comunque potenzialità non indifferenti.

La più grande sfida di Apple potrebbe però essere il Wi-Fi. Come gli sviluppatori di prodotti smart home hanno capito da tempo, il router è la base su cui costruire tutto. Ed è proprio per questo che a lungo termine ha senso che Apple investa nello sviluppo di dispositivo di questo tipo. Con l’utenza sempre più a proprio agio con concetti che solo pochi anni fa apparivano arcani ai più (come velocità di download e upload, sistemi mesh e Wi-Fi 6) questa potrebbe essere una mossa corretta per fare presa tra i fan.

Qual è la probabilità che Apple intraprenda una di queste linee d’azione? Se per le prime iniziative elencate il 2022 potrebbe essere l’anno buono, per un eventuale nuovo router il 2023 può risultare l’indiziato migliore. La speranza è quella di veder “materializzarsi” come per magia una telecamera di sicurezza domestica o un campanello video targati Apple, anche se il processo di sviluppo hardware potrebbe essere molto impegnativo e richiedere tempi lunghi.

Il futuro oltre il 2022

Apple è in una posizione unica e particolare in questo momento. È rimasta in gran parte al di sopra della mischia tra Google e Amazon che si sono contesi aspramente il dominio della casa intelligente a suon di termostati, smart cam, sistemi di sicurezza e router. E in un certo senso, tale astrazione ha concesso all’azienda americana il tempo di scegliere bene le sue priorità, concentrandosi su un’esperienza utente eccellente e un elevato livello di integrazione e flessibilità.

A questo punto però, bisogna vedere come Apple vuole agire nel 2022 e negli anni a venire. La finestra per inserirsi non durerà a lungo, nei prossimi mesi potrebbe essere più chiaro come e se l’azienda interverrà.

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