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Gli assistenti vocali possono danneggiare lo sviluppo dei bambini?

assistenti vocali

Dispositivi come Google Assistant, Alexa e Apple HomePod sono ormai diffusi all’interno di milioni di case ma sono spesso oggetto di molte discussioni riguardo il trattamento dei dati personali e il rispetto della privacy. Oltre a problemi relativi alla gestione dei dati molti esperti hanno segnalato che questi dispositivi smart potrebbero avere un impatto negativo anche sulla crescita dei bambini, specialmente quando si tratta del loro sviluppo psicosociale e dell’acquisizione delle competenze di base. Diversi studiosi, infatti, hanno lanciato l’allarme avvertendo che gli assistenti vocali basati sull’intelligenza artificiale possono danneggiare lo sviluppo di alcune competenze.

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Bambini e Assistenti Vocali

Gli assistenti vocali (smart speaker) realizzati da Amazon, Apple e Google continuano a migliorare a un ritmo spaventoso e ogni anno acquisiscono sempre maggiori funzionalità. Questi dispositivi che possono supportarci e semplificarci in molte attività quotidiane vengono molto usati nelle famiglie e sempre più spesso anche i bambini interagiscono vocalmente con dispositivi dotati di intelligenza artificiale. Secondo un’analisi condotta dagli esperti della School of Clinical Medicine dell’Università di Cambridge, però, l’interazione con gli assistenti vocali potrebbe nuocere ai bambini in diversi modi. Il vero problema qui è che quando i più piccoli pongono una domanda ad una persona adulta, che potrebbe essere un genitore o un insegnante, nella maggior parte dei casi viene data loro una risposta sulla base di un contesto, della loro età e con un linguaggio consono alla situazione. Purtroppo, non si può dire la stessa cosa dei dispositivi come Alexa o Siri. Le risposte date vengono prese dal web e non sempre sono adatte ad un pubblico non adulto. “I bambini hanno una scarsa comprensione di come le informazioni vengono archiviate e recuperate da Internet, inoltre non conoscono i limiti del web”. Questo è quello che afferma il rapporto della School of Clinical Medicine di Cambridge.

Cattive informazioni

Le fake news e le disinformazioni, purtroppo, dilagano sempre più nel web ed è difficile per un bambino distinguere la verità dalla falsità. Nonostante la maggior parte delle piattaforme conduca giornalmente battaglie contro le notizie false, la disinformazione è un fenomeno ancora dilagante. Ci sono alcuni temi, inoltre, come la salute su cui è necessario avere notizie vere e verificate. Un progetto di ricerca realizzato da un team di Stanford nel 2021 ha scoperto che dispositivi come Alexa, Google Assistant e Siri forniscono risposte spesso molto confusionarie alle domande relative alla salute. Pensare che i bambini possano ricevere dagli assistenti vocali informazioni non corrette su argomenti così importanti è un rischio da non sottovalutare.

Educazione, cortesia e gentilezza

Le conversazioni tra persone aiutano a perfezionare il linguaggio, a confrontarsi e consentono ai bambini di imparare a comportarsi nel modo giusto nelle diverse situazioni. Parlare con un assistente virtuale non offre questo beneficio. In poche parole, i dispositivi AI non diversificano il linguaggio e il tono in base alle diverse situazioni e al loro interlocutore. L’Assistente Google (così come quella di Amazon e di Apple) nella maggior parte dei casi risponde con un tono monocorde e con espressioni apatiche e non può insegnare le buone maniere né tanto meno può spiegare come adattare il proprio linguaggio in base al contesto. Ad esempio, a differenza delle persone umane  non insegnano ai bambini l’uso di espressioni come “Per favore” o “Grazie”. Diverso è quello che accade nelle interazioni quotidiane tra persone quando al bambino viene ricordato di comportarsi in un certo modo e di rispondere con cortesia. Un piccolo miglioramento verso questa direzione è stata fatta da Amazon che ha inserito in Alexa la funzione “Magic Word”  che riconosce quando si parla con educazione e risponde al suo interlocutore “Grazie per averlo chiesto così gentilmente”. Anche Google Home ha implementato negli Stati Uniti la funzione “Pretty Please” per cui l’assistente vocale risponde alle richieste dei bambini solo se poste con educazione.

Risposte inappropriate

Infine, c’è anche un altro problema che riguarda le risposte inappropriate fornite dagli assistenti vocali. Non tutti i dispositivi sono dotati di “parental cotrol” o permettono ai genitori di impostare dei limiti all’utilizzo. Ciò rischia di esporre i bambini a contenuti non adatti alla loro età e potrebbe dare loro l’accesso a informazioni dannose o pericolose. Ad esempio, il giornale britannico The Guardian ha raccontato che Alexa una volta ha messo a rischio la vita di un bambino inglese di 10 anni che aveva chiesto all’assistente una sfida divertente da poter fare. Alexa aveva risposto proponendo un’attività molto pericolosa che girava nei social e che consisteva nel toccare una parte di circuito elettrico in tensione con una moneta metallica. La madre del bambino aveva denunciato l’accaduto sui social e la società, dopo un comunicato di scuse, si era subito attivata per eliminare il contenuto e  aggiustare il bug.Siri bambini

Nuovi aggiornamenti agli Assistenti Vocali

Le principali aziende che progettano e vendono questi dispositivi “smart” hanno in parte accolto l’allarme lanciato dagli esperti e negli anni si sono anche attivate per trovare soluzioni. Alexa di Amazon ha implementato delle funzioni per aiutare i genitori nel gestire al meglio il rapporto dei bambini con l’assistente vocale. Tra i primi aggiornamenti in merito è stato aggiunto Amazon Kids, una funzione adatta ai bambini di età compresa tra i 3 e i 12 anni che garantisce un ambiente sicuro in cui giocare e divertirsi. Questa funzionalità è disponibile in tutti i dispositivi Echo e permette ai più piccoli di giocare, ascoltare favole e musica o più in generale contenuti adatti alla loro età. I genitori possono controllare i contenuti accessibili e il tempo di utilizzo tramite la Parent Dashboard.

Anche Google Home ha attuato degli aggiornamenti in questa direzione. Grazie a dei filtri è possibile vedere quali contenuti possono essere accessibili ai bambini. Con la nuova funzione Controllo genitori, inoltre, l’Assistente Google non solo può limitare i contenuti accessibili su speaker, smart display e orologi smart ma chi ha più figli di diverse età può configurare impostazioni differenti per ciascuno.

Allo stesso tempo anche HomePod di Apple ha implementato funzioni per tentare di risolvere il problema. Siri, infatti, sa distinguere fino a sei voci differenti e permette di creare un’esperienza personalizzata per ogni persona della famiglia. Così, se il papà chiede di ascoltare qualcosa, Siri suggerirà della musica adatta e totalmente differente da quella che potrebbe proporre alle figlie. Con le richieste personali poi, Siri riconosce la tua voce ed è in grado di trovare le informazioni contenute nelle tue app su iPhone come Messaggi, Calendario e Promemoria.

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