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Google Home: alla scoperta della nuova pianificazione delle attività

Google Home pianificazione comandi

La pianificazione delle attività proposta da Google Home è una novità estremamente interessante.

Fino a poco tempo fa infatti, l’assistente virtuale poteva agire esclusivamente sul momento: una volta impartito l’ordine, l’Assistente Google lo eseguiva immediatamente. Anche se ciò è alquanto apprezzabile, con l’introduzione della pianificazione delle attività, è possibile gestire moltissimi ordini addizionali, che si contraddistinguono per la non immediatezza.

L’utente, infatti, ora può fare in modo che Google Home sospenda determinate attività per un massimo di una settimana, oppure puoi iniziare qualcosa immediatamente, ma inserire una data o un’ora di scadenza in modo che tale azione si interrompa in seguito. Inoltre, è possibile anche pianificare attività specifiche all’alba o al tramonto, con il sistema che calcolerà l’orario in ​​base al sistema di geolocalizzazione.

In questo articolo approfondiremo il discorso, cercando di capire come pianificare al meglio le attività attraverso questa nuova e intrigante funzione introdotta da Google.

Google Home Nest

Le basi della pianificazione delle attività

Non è detto che per utilizzare queste nuove funzioni sia necessario conoscere a menadito Google Home. A livello basico, è possibile impartire una precisa indicazione temporale al comando impartito. Per esempio, all’ordine “Ehi Google, spegni le luci della camera” è possibile aggiungere “tra 15 minuti“.  L’assistente virtuale, captato il parametro temporale, dovrebbe dunque rispondere con qualcosa di molto simile a “Certo, spegnerò le luci alle…” indicando l’ora precisa di spegnimento.

Ovviamente è possibile, per esempio, utilizzare in maniera inversa questa tipologia di ordine. Per esempio, con il comando “OK Google, accendi le luci della mia camera da letto per 5 minuti” ci si può alzare dal letto, andare in bagno e tornare nel letto senza preoccuparsi di accendere/spegnere la luce.

Un altro esempio, potrebbe essere il comando “OK Google, riproduci musica rilassante per 30 minuti” per poi rilassarsi e addormentarsi senza la necessità di dover spegnere, manualmente o tramite comando vocale, la musica.

Google afferma che è possibile pianificare ordini fino a una settimana di anticipo

Sebbene la documentazione sulle pagine di supporto per gli sviluppatori di Google dica che Google Home può trattenere un’azione per un massimo di sette giorni, alcuni utenti hanno segnalato difficoltà a programmare compiti con un lasso di tempo maggiore rispetto alle 24 ore.

In ogni caso, impartendo comandi particolarmente specifici, è possibile fruire della pianificazione senza particolari problemi. In tal senso, bisogna essere particolarmente chiari per quanto riguarda giorno e orario. Con un comando simile a “OK Google, accendi la TV del soggiorno domani alle 8.00” difficilmente l’assistente virtuale avrà particolari difficoltà.

Misura di sicurezza o problema tecnico?

Nonostante quanto detto finora, i sistemi Google Home hanno ancora dei limiti piuttosto evidenti. Ma siamo sicuri che siano semplicemente limiti o soluzioni in ottica sicurezza?

Per esempio, impartendo un comando piuttosto chiaro come “Ehi, Google, accendi il riscaldamento del mio ufficio per 20 minuti“, si potrebbe facilmente avere una risposta del tipo “Mi spiace, non posso programmare azioni per i dispositivi configurati come riscaldatori“.

In questo caso è possibile “bypassare” il problema ingannando Google Home e collegando una stufetta (o un dispositivo simile) a una presa intelligente per poi far agire l’assistente direttamente sulla stessa. Ovviamente poi, quando si impartisce il comando, è importante ricordarsi che bisogna fare riferimento a un oggetto che, pur essendo una stufetta, Google Home riconosce come una comune luce.

Secondo alcuni esperti del settore però, questo non sarebbe un vero e proprio bug di programmazione ma un sistema di sicurezza adottato da Google per evitare incidenti. Dati alla mano, secondo la Fire Protection Association americana, circa il 40% degli incidenti domestici negli Stati Uniti è legata ai sistemi di riscaldamento.

In virtù di ciò, il colosso di Mountain View avrebbe potuto evitare problemi (e grane legali) a prescindere, evitando di proposito l’utilizzo di comandi legati a caloriferi e stufe elettriche. Non è detto però che, in un futuro più o meno remoto, Google cambi politica in tal senso.

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