5 cose che Home Assistant fa meglio di Alexa e Google Home

Home Assistant può sorprenderti? Ecco 5 aspetti in cui supera di gran lunga Alexa e Google Home.
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Quando si inizia a parlare di sistemi smart home, i primi nomi che potrebbero venirti in mente sono Amazon Alexa e Google Home.

Questa considerazione è più che logica, visto che stiamo parlando di due piattaforme che, sia per flessibilità che affidabilità, rappresentano una soluzione ideale per la tua casa intelligente. Ma hai la certezza che non esista almeno un’alternativa efficace?

Se vuoi avere più libertà d’azione o se un tuo dispositivo va al di fuori dei confini di questi ecosistemi, esiste un’altra soluzione molto interessante.

Stiamo parlando di Home Assistant, un software gratuito e open source che potrebbe aprirti un universo della domotica che finora non immaginavi potesse esistere.

Home Assistant al posto di Alexa e Google Home?

Home Assistant ha un valore concettuale che non dovresti sottovalutare.

Vista la sua natura libera, questa piattaforma ti permette di avere interazioni con i più disparati dispositivi smart (dalle luci ai termostati, fino ai campanelli) con diversi vantaggi concreti e facili da riscontrare.

Andiamo però ad analizzare, in modo concreto, in quali contesti Home Assistant è effettivamente migliore rispetto alla concorrenza.

1- Privacy

Uno dei problemi più evidenti legati all’affidarti ai servizi cloud dei colossi tech è che le tue informazioni devono uscire da casa e essere inviate a un server.

Questo che potrebbe trovarsi ovunque sul pianeta e, di fatto, una volta che i dati lasciano la tua casa, non hai più il controllo e l’azienda con cui li condividi può trovare con facilità dei cavilli per sfruttare tali dati.

Un esempio pratico di quanto appena detto? Nel 2019, Bloomberg ha rivelato che i dipendenti di Amazon ascoltavano le registrazioni vocali create ogni volta che parlavi con Alexa. È un po’ spaventoso pensare che altre persone potrebbero ascoltare qualsiasi cosa venga captata dai tuoi smart speaker.

Con Home Assistant, a meno di problemi esterni alla piattaforma, la situazione è ben diversa. La privacy è uno dei pilastri fondamentali di questo servizio. Con esso hai il controllo completo sulle informazioni che escono dalla tua rete locale e, se non utilizzi i servizi cloud, tutti i tuoi dati rimangono all’interno della tua casa.

Non devi preoccuparti che le aziende utilizzino i tuoi dati per pubblicità mirate o li vendano a terzi.

2- Controllo locale per più stabilità

Uno dei problemi principali di Alexa e Google Home è la loro già citata forte dipendenza dal cloud.

Nella maggior parte dei casi, quando dici al tuo smart speaker di accendere le luci, l’audio viene inviato ai server dell’azienda: lì, un processo di speech-to-text trasforma il comando in testo e ne identifica l’intento. Poi, l’istruzione per attivare la lampadina smart raggiunge l’API cloud del produttore della lampada, che a sua volta invia il comando di accensione a casa tua.

Quasi l’intero processo avviene fuori dalla tua abitazione, con l’unica operazione locale che è il rilevamento della wake word da parte dello smart speaker. Tutto fila liscio quando funziona, ma se la connessione Internet salta, il sistema può crollare del tutto, perché il tuo comando non arriva ai server. Perfino con una rete stabile, un guasto al servizio cloud rende la tua casa smart inutilizzabile.

Home Assistant, invece, ti permette di controllare l’intera casa intelligente in modo completamente locale, come già accennato. I comandi e le automazioni girano sul tuo hardware locale, all’interno della tua rete locale, senza che nulla debba uscire dalle mura domestiche. Anche se il tuo provider Internet ti lascia a piedi e non hai accesso alla rete, continui a gestire la smart home senza alcun affanno.

Nota bene: alcune integrazioni di Home Assistant sfruttano servizi cloud, ma la differenza sta nella tua scelta. Puoi optare per un controllo puramente locale, un’opzione che né Alexa né Google Home ti concedono.

smart home generico

3- Nessun vincolo con i produttori

Con Alexa e Google Home, quando acquisti dispositivi per la smart home, devi assicurarti che siano compatibili. Sulle confezioni dei dispositivi per la smart home troverai etichette come Funziona con Alexa o Funziona con Apple Home. Se il dispositivo per la smart home non è compatibile, non puoi utilizzarlo.

Questo significa che hai una selezione limitata di dispositivi per la tua casa che puoi utilizzare e finisci per dover scegliere tra un elenco più ristretto di dispositivi compatibili invece di selezionare il dispositivo migliore per lo scopo.

Potresti anche scoprire che i tuoi dispositivi ti vincolano a un particolare ecosistema. Se i tuoi gadget per la smart home funzionano con Alexa ma non con Google Home, ad esempio, non hai la possibilità di passare a Google Home senza dover sostituire i tuoi dispositivi.

Perché Home Assistant è diverso? Questo servizio è stato progettato per essere indipendente dai fornitori. Non importa se il tuo dispositivo è compatibile con una o l’altra piattaforma: finché è supportato da una delle migliaia di integrazioni con Home Assistant, hai il pieno controllo dello stesso.

Ad esempio, potresti avere un sensore di movimento compatibile con Alexa e una lampadina smart compatibile con Google Home, ma con Home Assistant entrambi i dispositivi funzioneranno insieme per accendere la luce quando entri nella stanza.

4- Automazioni più avanzate

Home Assistant è il contesto ideale per creare automazioni raffinate.

Alexa ti consente di creare routine semplici per gestire i dispositivi smart della tua casa, tipicamente automazioni basilari con un trigger elementare e una serie di azioni che si attivano al suo lancio.

Google Home ha potenziato le sue capacità introducendo l’editor di script, che ti permette di scrivere automazioni tramite script basati su YAML oppure con un editor visuale per flussi automatizzati. Entrambe le opzioni ricordano da vicino l’approccio che trovi in Home Assistant.

Tuttavia, quest’ultimo assistente supera di gran lunga queste soluzioni in termini di potenza. L’editor di automazioni offre un’ampia gamma di trigger, condizioni e azioni, permettendoti di realizzare quasi qualsiasi scenario tu possa immaginare.

Mentre con Google Home rischi presto di scontrarti con i suoi limiti, Home Assistant te ne impone pochissimi, lasciandoti libertà totale.

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5- Dashboard personalizzabili

Uno dei rischi principali legati alla tecnologia smart home è di finire con un caos di app proprietarie diverse per controllare i tuoi dispositivi. Alexa e Google Home semplificano le cose permettendoti di gestire tutto dalle loro app uniche, senza dover saltare da un’app all’altra.

Entrambi i sistemi si basano su bottoni che tocchi per eseguire azioni, come accendere le luci o alzare la temperatura. Puoi riorganizzare ben pochi aspetti dei bottoni, con le dashboard che mantengono comunque un aspetto standard a prescindere dal dispositivo con cui stai interagendo.

Home Assistant fa esattamente l’opposto: ti lascia creare dashboard personalizzabili in modo massiccio, con controllo totale su cosa mostrare e come apparire. Puoi sfruttare i pulsanti e le icone preinstallate oppure aggiungere versioni custom realizzate dalla community di Home Assistant.

Grazie al codice CSS, puoi definire l’aspetto del tuo dashboard, passando da un design super minimalista a uno che imita il pannello di comando di un’astronave. Hai il dominio assoluto sull’estetica, un livello di libertà che Alexa e Google Home non eguagliano.

Home Assistant è un’alternativa inaspettatamente valida

Home Assistant non è un servizio perfetto, soprattutto perché potrebbe metterti in difficoltà se non hai grande dimestichezza con la domotica.

Nonostante ciò, se avrai la freddezza per affrontare una curva di apprendimento inizialmente ripida, puoi toglierti molte soddisfazioni. Chi lavora su questo progetto, tra l’altro, di versione in versione sta cercando di rendere il tutto molto più accessibile.

Se avrai la pazienza necessaria per padroneggiare Home Assistant, potrai di certo contare su un controllo efficace della tua smart home, senza rinunce in termini di privacy e limiti della pur apprezzabile concorrenza.

Fonte: howtogeek.com

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