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Serra Idroponica: cos’è, come funziona e migliori prodotti

Una serra idroponica

Per ottimizzare i raccolti in terreni poco fertili, alcuni esperti hanno ideato la cosiddetta serra idroponica. Grazie a essa, i coltivatori potranno aumentare notevolmente la quantità e qualità del raccolto, rispetto ai mezzi tradizionali largamente utilizzati nel passato.

Una serra idroponica

Alcune serre idroponiche affiancate e piene zeppe di lattughe, quasi pronte per esser raccolte.

Oggi, in questo articolo, scopriremo cosa sono le serre idroponiche, come costruirne una, le diverse tipologie, come funzionano e i migliori modelli smart da acquistare online.

Cos’è una serra Idroponica

Con il termine “idroponico” si intende un metodo che permette ai coltivatori di ottenere un raccolto più ampio e con una qualità senz’altro superiore. Una serra idroponica prevede, quindi, l’uso di speciali soluzioni, appositamente studiate, e di nutrienti vari.

Molto spesso, vengono utilizzate delle particolari sostanze, come potassio, zinco, calcio, magnesio, ferro e molte altre. Come base viene scelto un materiale abbastanza morbido, come l’argilla espansa o la fibra di cocco. Il metodo, come vedremo, permette comunque di dare spazio alla propria fantasia anche per quanto riguarda i materiali scelti.

Perché sceglierla?

La domanda più comune, specialmente tra coloro i quali si interfacciano per la prima volta con questo mondo, è: “Perché utilizzare il metodo idroponico nelle serre?”. Il motivo è semplice: i vantaggi offerti sono allettanti agli occhi dei coltivatori che potranno così ottimizzare il loro lavoro. I principali benefici da tenere sempre presente sono:

  • Grazie ai nutrienti e al flusso accelerato alle radici, le piante crescono più velocemente e il risultato è migliore. Questi prodotti utilizzati per migliorare le crescita, che sono naturali al 100%, non causano assolutamente nessun problema alle persone che, eventualmente, mangeranno i frutti e le verdure interessate.
  • Si potrà evitare di dover irrigare le piantagioni regolarmente, a patto di utilizzare l’apposita soluzione.
  • A differenza di quello che succede con gli ortaggi e le verdure piantate nei normali terreni, le radici non avranno particolari carenze di sostanze utili, essendo costantemente umidificate.
  • Non sarà necessario, per scacciare gli insetti, utilizzare agenti chimici, che potrebbero causare problemi alle persone e rendere i prodotti di qualità inferiore.
  • I modelli “smart“, che scopriremo successivamente, includono anche i LED che emulano il ruolo del sole. Anche in condizioni meteorologiche avverse, quindi, potrai gustare i prodotti da te coltivati.

Cosa coltivare nella serra idroponica

Questa tecnica è particolarmente utile nel caso in cui tu sia interessato a coltivare determinate piante. Eccone alcune:

  • La tecnica, in un primo momento, veniva utilizzata solo ed esclusivamente per le piante da collocare all’interno della propria abitazione.
  • Successivamente, è stata rilevata una risposta positiva anche con i legumi.
  • Oggi, invece, sempre più coltivatori scelgono di riempire le serre idroponiche con cetrioli, pomodori, fragole, prezzemolo, sedano, basilico, rosmarino, lattuga e simili.
Una serra idroponica con fragole

Nell’immagine è presente una serra idroponica utilizzata per la coltivazione di fragole. Le radici, nel caso specifico, fluttuano nell’aria e vengono regolarmente irrigate con la sostanza nutriente.

  • Alcuni giapponesi hanno provato a coltivare anche angurie, ma i risultati sono stati deludenti. I prodotti, infatti, non riuscivano a offrire la stessa qualità degli stetti piantati direttamente nel terreno.
  • Ottimi sono i risultati con i tulipani, le rose e altri fiori ornamentali. Sono stati alcuni esperti olandesi a scoprire questa caratteristica.

Non puoi, ovviamente, adottare questa tipologia di serre per tutte le piante: alcuni tuberi, coltivati in ambienti abbastanza secchi, come ravanelli, barbabietole, carote e patate, non riescono a crescere correttamente. Se stai pensando di coltivare qualcosa che necessità di una quantità limitatissima di acqua, il metodo idroponico, probabilmente, non fa per te.

Come funziona una serra Idroponica

Esistono centinaia di tipologie di sistemi idroponici. Tutte, però, derivano da sei principali modelli, ovvero: Wick, Acqua Cultura, Ebb and Flow, a gocciolamento, Nutrient Film Technique e aeroponica. Prima di scegliere una serra di questa categoria, ti consigliamo di capire come funzionano.

Sistema Wick

Iniziamo con quello più semplice, ovvero il sistema Wick (che è “passivo”). In esso sono presenti alcune parti in movimento. Uno stoppino permette il passaggio della soluzione nutritiva dal serbatoio fino al substrato.
I coltivatori possono utilizzare diversi ammendanti, ovvero tutti quei fertilizzanti che possono notevolmente migliorare le condizioni del suolo. I principali sono: perlite, vermiculite, Pro-Mix e fibra di cocco.
Esiste però una controindicazione, che scoraggia sempre più esperti a utilizzare questo sistema: le piante di grandi dimensioni potrebbero richiedere una quantità di nutrienti maggiori rispetto a quelli presenti nel serbatoio.

Il funzionamento del sistema Wick

Il sistema Wick è caratterizzato da uno stoppino che trasporta la sostanza nutriente.

Acquacoltura – serra idroponica

Anche l’acquacoltura è molto semplice. Il sistema è attivo, quindi non sono previsti elementi in movimento. Le piante vengono inserite in una struttura, quasi sempre di polistirolo, che galleggia direttamente nella soluzione nutritiva. Una pompo d’aria, che è direttamente collegata a una pietra porosa, contribuisce inoltre a distribuire ossigeno alle radici. Questo aumenta notevolmente la velocità dello sviluppo delle piantagioni.
Il sistema è adatto quasi esclusivamente alle piantagioni che crescono velocemente. Tutte le altre tipologie, infatti, potrebbero essere soggetti a non pochi problemi.

Una serra idroponica acquacoltura

Acquacoltura prevede la presenza del substrato che è posizionato direttamente sopra il liquido.

Ebb and Flow

Una pompa, sommersa e collegata a un timer, consente alla soluzione nutritiva di inondare il substrato per una porzione di tempo ben precisa. Subito dopo, il liquido si ritrae, evitando di umidificare eccessivamente la base.
Il dispositivo che permette di contare i secondi, dopo che sarà trascorso del tempo, attiverà la pompa che trasporterà di conseguenza il liquido direttamente nel vassoio di crescita. Il timer, totalmente programmabile dai responsabili dei lavori, consentirà anche di riposizionare il liquido nel serbatoio. Il cronometro dovrà essere programmato in base ad alcune variabili, tra cui: tipologia e grandezza delle piante, umidità del terreno e temperatura atmosferica. Il vassoio di crescita, per ottimizzare il tutto, può inoltre essere riempito con Rocce da coltivazione, ghiaia o Rockwool a fiocchi.
Esiste uno svantaggio collegato a questo sistema: in caso di interruzione imprevista della corrente, la pompa non condurrebbe più il liquido e le radici potrebbero rapidamente seccare. Lo scenario, dopo questo spiacevole inconveniente, è la totale morte di tutte le piante.

Ebb and Flow

Nel metodo Ebb and Flow, una pompa, collegata a un timer, consente di sprizzare il liquido con una frequenza ben precisa.

Sistema a goccia – serra idroponica

Proseguiamo subito con il sistema più comune, che è quello “a goccia”. Il motivo è semplice: questo modello permette di risparmiare raccogliendo la sostanza nutriente in eccesso. Come per il sistema descritto sopra, una pompa trasporta il liquido dal serbatoio alla base di ogni singola pianta, dopo che il timer avrà dato il segnale. In questo caso, però, tutto il fluido in eccesso viene conservato nuovamente nella posizione originaria, così da eliminare gli sprechi. I coltivatori potranno anche decidere di includere un sistema di spegnimento, così da regolare l’attività del circuito.
Importante, però, è regolare correttamente il timer, dato che esiste il concreto rischio che le piantagioni non vengano irrigate a sufficienza.
Questo sistema potrebbe anche causare una variazione del valore pH del liquido presente nel serbatoio. Bisognerà, di conseguenza, eseguire dei lavori per ristabilire la situazione.

Una serra idroponica con "sistema a goccia"

Le serre definite “a goccia” consentono ai coltivatori di non perdere il liquido in eccesso e risparmiare denaro, tempo e fatica.

Nutrient Film Technique

I sistemi NFT sono delineati da un flusso, con pause costanti, della soluzione nutritiva. Di conseguenza, non sarà un timer ad attivare la pompa. Il liquido, inizialmente conservato nell’apposito recipiente, viene trasportato nelle radici, prima di ritirarsi nuovamente.
Non è richiesto nessuno strato di coltura: questo comporta un risparmio economico abbastanza importante.
Anche in questo caso, però, l’assenza di corrente potrebbe causare una rapida essiccazione delle radici.

Nutrient Film Technique

Nutrient Film Technique è un sistema in cui la sostanza nutriente viene trasportata direttamente nel substrato, prima di ritirarsi.

Aeroponica – serra idroponica

Concludiamo con la soluzione senz’altro più evoluta dal punto di vista tecnologico. Anche qui non vi è coltura, dato che basterà solo ed esclusivamente l’aria. Le radici vengono posizionate in una zona sopraelevata e pendono. Degli appositi dispositivi spruzzano la sostanza nutritiva con intervalli ben precisi. Anche in questo caso, dato che le radici fluttuano nell’aria, l’assenza di energia elettrica potrebbe danneggiare il raccolto irrimediabilmente.
Il sistema richiede delle pause due circa 2 minuti e un contasecondi permette la gestione della frequenza della sostanza nutritiva.

Una serra idroponica aeroponica

Aeroponica è il sistema d certo più tecnologicamente avanzato. Le radici penzolano nell’aria e vengono colpiti da getti di liquido.

Come costruire una serra Idroponica

Le serre idroponiche sono una scelta sempre più comune tra tutti coloro i quali vorrebbero iniziare a coltivare piante. Ovviamente, dovrai scegliere quale tipologia fa per te e modificare il progetto di conseguenza. Per costruirne una “fai da te”, dovrai:

  • Tagliare un secchio e inserire l’apposita pentola.
  • Fora la parte inferiore (bastano anche solo 2 buchi), così da permettere la risalita della soluzione nutriente.
  • Creare un substrato, scegliendo un materiale abbastanza morbido. TI consigliamo di optare per la fibra di cocco.
  • Inserisci un tubo a circa 4 cm di distanza dalla parte inferiore e collegarlo alla pompa che permetterà il passaggio del liquido.
  • Controlla se il tubo è effettivamente ben attaccato, in modo da evitare perdite.
  • Riempi il secchio inferiore con l’apposito liquido, che potrai preparare da solo o acquistare in un negozio specializzato.
  • Includi, quindi, anche il timer collegato alla pompa che permette di spostare la soluzione dal serbatoio fino alla zona designata. Ideale sarebbe impostare “15 minuti” nel timer.
  • Acquista o prepara la sostanza nutriente, assicurandoti di averne anche per il futuro. L’assenza di questo liquido potrebbe causare l’essiccazione delle radici.

La procedura, purtroppo, richiede delle specifiche competenze tecniche e manuali. Nel caso in cui tu non dovessi possedere tali preparazioni, potresti trovare molto utile il prossimo paragrafo.

Le migliori serre idroponiche smart

Puoi anche decidere di acquistare la tua serra, così da assicurarti la totale assenza di problemi. Ti proponiamo, in questo articolo, quelle definite “intelligenti”, perfettamente integrabili con le smart plug compatibili con Google Home e Amazon Alexa e con le stazioni meteo. Esse ti consentiranno di controllare il tutto grazie al tuo smartphone e di emulare il ciclo solare con dei semplici LED. Ecco le migliori:

Linfa

La serra idroponica Linfa

Linfa è la serra idroponica che potrai controllare direttamente con il tuo smartphone. Essa è la “top di gamma” e ti permetterà di ottenere il massimo.

Questo prodotto è una serra smart che potrai controllare grazie all’apposita applicazione, installabile nei principali smartphone. Pur essendo di dimensioni ridotte e producendo, di conseguenza, un raccolto più limitato, questo ottimo prodotto è dotato di LED che emulano la luce solare. Non avrai, quindi, l’esigenza di posizionare la serra all’esterno. Il substrato è composto da fibra di cocco e riceve la sostanza nutriente con intervalli costanti. Linfa assicura agli acquirenti un raccolto di altissima qualità e semplice da gestire.

Blumfeldt Urban Bamboo Indoor Garden

Blumfeldt Urban Bamboo Indoor Garden

Blumfeldt Urban Bamboo Indoor Garden è perfetta per tutti coloro i quali vorrebbero acquistare un prodotto curato anche dal punto di vista estetico, grazie all’effetto legno.

Interessante è anche la seconda ipotesi, che offre un design abbastanza elegante. Potrai, in attesa della fioritura, trasformare il tuo piccolissimo orto in una pianta per abitazione. Anche qui troverai dei LED a 24 watt che emulano l’attività solare. Il sistema di gestione intelligente farà tutto in autonomia: tu dovrai inserire esclusivamente il nutriente.

Sprout LED Light

Serra idroponica Sprout LED Light

Gli acquirenti della serra idroponica Sprout LED Light troveranno all’interno della confezione anche un set di luci grazie alla quale sarà possibile ottenere un raccolto di altissima qualità.

Questa piccola serra idroponica intelligente include 3 livelli di luminosità, un braccio di rotazione a 360°, 8 luci bianche, 8 luci rosse e 2 luci blu. Ogni lampadina avrà determinati effetti sulle piantagioni. Il prodotto ingloba un sensore capace di notificare l’eventuale assenza di liquido nutriente, essenziale per il corretto funzionamento. Pur avendo un costo relativamente basso, nessuno ti vieterà di coltivare le tue piante preferite, dalle fragole al pepe.

Conclusione

In questo articolo hai scoperto le serre idroponiche, che aprono un nuovo scenario dell’agricoltura, difficilmente immaginabile in precedenza. Grazie a questa tipologia di prodotti, potrai ottenere delle piante di altissima qualità anche senza necessariamente dover contare sul contributo del sole e utilizzando terreni non molto fertili. La tecnologia, inoltre, ha introdotto non pochi benefici, come i LED che sostituiscono la luce solare.

Hai deciso di costruire o acquistare una serra idroponica? Faccelo sapere tramite i commenti!

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About author

Nato a Catania, sin dall'età più tenera ho un forte legame con l'informatica, il mondo del cinema e l'arte. Gli studi che ho deciso di intraprendere (Arti Tecnologiche) mi hanno permesso di accrescere queste passioni. Scrivo di tecnologia, cercando di far appassionare i lettori a questi argomenti. Sono attratto da tutto ciò che è tecnologico o artistico; non posso fare a meno che immergermi nella musica rock.
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